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Lettera a Gentiloni

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Egregio Presidente Gentiloni,

da cittadina free-lance sono la prima a sapere che le sentenze vergano i giudici, non certo qualche testata giornalistica o peggio, il blog santo del santone. Ma da cittadina italiana, so anche che almeno da venticinque anni ha fatto scuola il monito di un prete siciliano : ” il sospetto è l’anticamera della verità”; dovrebbe ricordare. E’ da allora che gli spifferi degli indagati si fanno armi della contesa politica.

Da cittadina mondana ne prendo atto e non invoco la barbarie del diritto: così vanno le cose in questa nostra bellissima Italia. Prendiamo giusto il caso del ministro Lotti. Lei, ieri, gli ha rinnovato la fiducia  e contestualmente l’ha rinnovata alla magistratura. Un comportamento saggio e rettilineo. Ma, da cittadina aristocratica, credo che oggi il nostro paese avrebbe bisogno di un atto nobile. Per farla breve: o Lei si presenta alle Camere e, sulla scia di Aldo Moro, Fa notare che il suo Governo non si fa e non si farà giudicare dai giornali  e dal Santone o Lei revoca la fiducia a Lotti. Tertium non datur.