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L’ex segretario e la scoperta della Silicon Valley

 

maxresdefault.jpgRicordo uno zio che vent’anni fa decise di andarsene in America a rincorrere il futuro e i suoi sogni. Bei tempi, quelli. Poi, un ex premier, ex segretario dell’ ex partito di maggioranza, decide di andarci coi tempi che corrono a scoprire (?) nuove opportunità di lavoro e la ricetta magica per distruggere i populismi. Ma poi, che fesso, perché distruggere i populismi? Sono così romanticamente ribelli che quasi mi viene da piangere all’idea che un fiorentino disperato covi il desiderio di una battaglia cavalleresca. Certo, il Medioevo è dietro l’angolo nella nostra Italia in rovina, ma i cavalieri erano gente seria. L’unica battaglia a cui assistiamo è quella ai banconi della distribuzione di poltroncine rosse e un avvenire politico: il figlio di Tizio diventa senatore, il figlio di Caio sarà capolista bloccato, Tizio intanto ricompone con i suoi discepoli, Caio invece se ne fotte dei discepoli. Poi, c’è il padre di Ernesto, un tipo onesto – fintanto che siamo garantisti. E per finire, il padre di Giulietta che si diverte a crearle rogne. Il tutto condito da un giornalismo silente e scientemente dormiente.

 Si preparano ad indossare l’elmetto per  le primarie del partito

L’ex segretario, un ”uomo tutto tondo- che senza mai guardaci dentro- scivola sul mondo’’,  è ancora un po’ confuso dalla sbornia del 4 dicembre. Il suo vero problema è che pensa di essere una persona empatica, invece è solo un piccolo comiziante di provincia. Matteo, convinto di essere ancora premier, è solamente un decadente pezzo di storia – breve e inutile- della nostra Patria. Fossi in lui, non sarei convinto di vincere le primarie, nonostante siano dalla sua parte i signori delle tessere, i militanti e i renziani delusi gongolano all’idea di vederlo defenestrato.  Inutile anche parlare dei giovani, fischiano le orecchie a tutti loro da quando ogni imbecille che deve essere votato si è messo a cantare il motivetto scanzonato del binomio giovani-lavoro.  E’ come quando per la prima volta i cacciatori di voti scoprirono che il sud ,rappresentava il serbatoio di voti più grosso d’Italia: diedero il via alla più bella stagione di sgravi e incentivi che la popolazione seppe ben sfruttare a proprio piacimento. La verità è che ‘’partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri’’.  C’è un dettaglio che non dovrebbe passare inosservato: gli anni della democrazia cristiana sono finiti e qualcuno non se n’è ancora accorto. Così, negli anni di una democrazia bambina gli avventurieri scoprivano il Sud, in quella della post-verità un piccolo borghese scopre l’oro della Silicon Valley.

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